Sete di Amélie Nothomb

Gesù secondo Amélie.

Pochi giorni fa è uscito “Sete”, il nuovo libro di Amélie Nothomb, pubblicato da Voland Editore. Nel nuovo libro della scrittrice belga, ci vengono raccontati gli ultimi giorni di Gesù; del suo processo in cui viene accusato dagli stessi miracolati di avergli rovinato la vita, delle poche ore passate in cella prima della morte e durante le quali affida ai lettori i suoi ultimi pensieri, della crocifissione ingiusta e dolorosa.

Amélie scrive di Gesù in quanto uomo, egli prova le stesse emozioni di tutti gli altrai uomini, non è solo puro amore come Dio che non potrà mai capire gli uomini fino in fondo. Lui ama tutti, ama i suoi discepoli in modi diversi, ama Maria Maddalena, con lei ha scoperto l’innamoramento  e la passione fisica, e ama la madre Maria, la donna più buona ed innocente che ci sia.

Il corpo del Gesù nothombiano è il fulcro del libro; Gesù prova piacere nell’avere un corpo.

<< quando mi sdraio per dormire, questo semplice abbandono  mi procura un piacere tanto profondo che devo impedirmi di gemere>>

Attraverso il suo corpo egli ama e ringrazia Dio per questo, dicendo che il corpo è la più grande invenzione che Dio abbia mai fatto. Come accade sempre nei romanzi di Amélie il fisco dei suoi personaggi diventa protagonista della storia, ma sembra inevitabile visto le esperienze della scrittrice.

Leggendo il libro si è di fronte a un uomo dolce, ironico, passionale che parla di filosofia usando parole semplici, un osservatore attento del mondo e delle persone che lo abitano. Non pensa che la sua presenza in quella terra sia stata utile a cambiare l’umanità, ma sa che la sua morte cambierà molti uomini. 

Amélie anche stavolta ha fatto centro, regalando ai suoi lettori la sua personale visione di Gesù, che sarà difficile non amare.

Duccio.


Consigli letterari:

Per chi non ha mai letto Amélie Nothomb, vi lascio qui alcuni titoli e trame dei miei libri nothombiani preferiti:

  • Metafisica dei Tubi: Un romanzo in cui l’autrice ripercorre i suoi primissimi anni di vita. Una bambina nata in Giappone da una famiglia belga, il suo passaggio da “tubo” con tre sole occupazioni, immobile e onnipotente quanto Dio, a creatura collerica e urlante, infine a essere umano che scopre la propria capacità di articolare pensieri e frasi. Una autobiografia che parla del primo impatto con la vita e dell’attrazione della morte, della scoperta del linguaggio e della bellezza della menzogna.
  • Stupore e Tremori: La giovane Amélie inizia l’8 gennaio 1990 a lavorare per la Yumimoto, una grossa multinazionale giapponese. Crede di poter giovare alle attività dell’azienda grazie alla sua padronanza del francese e del giapponese. Nonostante cerchi di rendersi utile e porti a termine un progetto in modo brillante, viene denunciata dalla sua superiore, Fubuki Mori. Da quel momento in poi le verranno affidati gli incarichi più disparati, che non riuscirà mai a portare a termine in modo corretto. Continuerà a subire una lenta e umiliante retrocessione, fino ad assumere la degradante mansione di “guardiana dei cessi”.
  • Diario di rondine: Dopo una delusione d’amore il giovane protagonista, per evitare di soffrire ancora, decide di annientare la propria sensibilità e diventa un sicario. Freddo e spietato, solo il sangue delle sue vittime sembra procurargli piacere, fino al giorno in cui gli viene ordinato di uccidere un ministro con tutta la sua famiglia. Il diario segreto della figlia adolescente del ministro risveglia in lui una morbosa curiosità, che si trasforma ben presto in ossessione sconvolgendo in modo imprevedibile il suo destino.
  • Antichrista: un titolo che già anticipa il senso di un racconto che ancora una volta presenta la personalità multiforme della sua autrice. Protagoniste due giovani donne: Christa ragazza bella, brillante, libera, intelligente e terribilmente bugiarda, contrapposta all’amica Blanche, mite, timida e bruttina che inizialmente vede nell’amica l’esempio luminoso e brillante da seguire e che gradulmente si accorge come dietro quella facciata si celi una vera Antichrista. Ma chi sarà la vincitrice finale di un rapporto vittima-carnefice che degenera sino a una guerra dichiarata del male contro il bene? Una storia incentrata sul rapporto sadico (e masochistico) di due adolescenti che ha dichiaratamente diversi elementi autobiografici.
  • Igiene dell’assassino: Il premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach è affetto dalla rarissima “sindrome di Elzenveiverplatz”, un cancro alle cartilagini (il nome è inventato dall’autrice) che gli lascia solo due mesi di vita. La stampa di tutto il mondo implora un’intervista con lo scrittore, recluso da anni. Il segretario di Tach fissa un incontro al giorno: quattro giornalisti si succedono dal 14 al 17 gennaio 1991, nei giorni in cui scade l’ultimatum per la prima guerra del Golfo. Dagli incontri emerge uno scrittore misogino, cinico, intollerante e provocatore; accolto in una stanza buia, il giornalista è messo fin da principio a disagio ed è in breve tempo distrutto dalla dialettica sadica e spietata del premio Nobel. Il 18 gennaio si presenta una giornalista e i ruoli sembrano invertirsi. A differenza dei precedenti, la giornalista mostra di conoscere bene lo scrittore, di aver letto i suoi libri, e imposta l’intervista con uno scopo preciso: scavare nel passato di Tach, ispirata dal suo unico racconto lasciato incompiuto e presumibilmente autobiografico, intitolato proprio Igiene dell’assassino.

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